A Istanbul è un maggio anomalo, coperto dalla neve e invaso dai gatti neri. Asena, cresciuta lontana dalle sue radici, autrice di biografie su donne straordinarie dell’Impero Ottomano, viene invitata in città per un premio e un’intervista in tv. Accetta di ritornare dopo anni, spinta dal desiderio di cercare il fratello giornalista svanito nel nulla. Straniera nella sua città, si confronta con la giornalista Azra, che porta il velo. Il loro dialogo evoca tutte le contraddizioni millenarie tra Oriente e Occidente e riflette la spaccatura sociale tra donne a favore del copricapo religioso e quelle ferocemente contrarie. Asena ha davanti agli occhi un Paese lontanissimo da quello che descrive nei suoi libri e dai suoi ricordi di bambina: fatica a chiamarlo patria, ma visita i cimiteri della città affascinata dalla possibilità di una dimora eterna sotto i cipressi bizantini. E quando scopre la verità sul fratello, dinanzi la loro casa dell’infanzia demolita, la vita sembra perdere di senso. La salveranno l’albero di melocotogno di sua madre e le tante storie di donne giunte a lei durante questo ritorno. Nelle loro voci ritroverà finalmente la sua. Açelya Yönaç è una nomade, performer di spoken word e copywriter, ed esordisce con La casa turca (Neri Pozza), un romanzo necessario che Rovigoracconta è orgoglioso di presentare in anteprima nazionale.
Autrice adottata da IRSAP FOUNDATION.